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ll rame e la salute dell’uomo
La soglia di sicurezza è di 4 mg di rame per litro di acqua potabile, in genere la popolazione è esposta a 0,7 mg/l. L'organizzazione mondiale della sanità raccomanda per il rame un rapporto di 2 mg/l.
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Per il consumatore (la popolazione in generale) le principali fonti d'esposizione sono il cibo e l'acqua potabile. Per gli adulti, l'apporto giornaliero minimo è di 1 mg e la soglia massima di 11 mg. L'apporto reale di rame varia tra 0,6 e 2 mg/giorno, il che evidenzia che potrebbe esistere il pericolo di carenza.
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Il rame non è una sostanza CMR (cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione) né una sostanza PBT (persistente, bioaccumulabile e tossica).
Il rame negli oceani
Il rame è un componente naturale presente negli oceani tra altre sostanze.
11 sono i principali componenti negli oceani :
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Clorina |
2,5x10¹⁶ tonn |
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Sodio |
1,4x10¹⁶ tonn |
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Magnesio |
1,7x10¹⁵ tonn |
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Calcio |
5,4 x 10¹⁴ tonn |
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Potassio |
5,0x10¹⁴ tonn |
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Silicone |
2,6x10¹² tonn |
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Zinco |
6,4x10⁹ tonn |
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Rame |
2,6x10⁹ tonn |
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Ferro |
2,6x10⁹ tonn |
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Manganese |
2,6x10⁸ tonn |
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Cobalto |
2,5x10⁷ tonn |
Si ritiene che appena l'1% del totale di rame presente negli oceani si trasformerà in ossido di rame – Cu 2+ -che a sua volta potrà assumere trasformazioni di tipo diverso :
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Essere assorbito da particelle organiche, tipo oligoelementi.
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Funzionare da legante per dei sistemi organici complessi come Cu- acido fulvico.
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Funzionare da legante per sistemi non organici complessi come CuOH +.
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Riduzione in (Cu)I.
Questi differenti tipi di trasformazione negli oceani permettono di considerare il rame come sostanza :
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Non accumulabile nella catena alimentare.
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Non persistente, perché si trasforma attraverso meccanismi biochimici diversi.
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Tossico soltanto a partire da un certo livello di concentrazione, che per l'Unione Europea è di 5 5µg/l, mentre per il TBT è di 0,002 µg/litro. Tuttavia la concentrazione di rame nell'acqua marina è oggetto d'interpretazioni e valutazioni contrastanti. Per esempio, le autorità della baia di San Diego negli USA ritengono che il tasso di rame – d'origine umana – presente nella baia sia la causa di una scarsa biodiversità sottomarina. Nel Mar Rosso il tasso di rame – d'origine naturale – è superiore a quello osservato a San Diego, ma non ha rallentato nel corso di migliaia di anni lo sviluppo di una biodiversità considerevole soprattutto intorno alle aree coralline.
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