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Impatto degli antifouling

Planet Solar

Impatto diretto

Le vernici antifouling contengono uno o più molecole – chiamate biocidi – tossiche per gli organismi che si attaccano alla carena delle navi. Per essere durevolmente efficaci, questi biocidi devono essere gradualmente rilasciati tramite il legante che costituisce la materia base delle vernici antifouling. La diffusione dei biocidi è più o meno controllata nel tempo a seconda che si tratti di una pittura a matrice erodibile, semi-dura o dura. In tutti i casi queste vernici emettono sistematicamente molecole tossiche e inquinanti.

Va notato che le matrici auto-lucidanti, al silicone o su base epossidica come Oceoprotec, non appartengono alla categoria che comporta il rilascio di molecole chimiche attive.

Secondo l' European Commission Project “Assessment of Antifouling Agents in Coastal Environment” (ACE), le analisi dei residui liberati nell'acqua dalle vernici antifouling erodibili, semi-dure o dure danno i seguenti risultati :

  • Il rame, sotto forma di ossido di rame, diossido di rame, tiocianato di rame, acrilato di rame, polvere di rame in fiocchi, idrossido di rame (nelle regioni vinicole una parte importante della moltiplicità delle forme di rame individuate ha origine agricola).

  • Lo zinco sotto forma di zinco piritione.
  • La colofonia viene frequentemente rilevata.

Troviamo anche :


  • Diclorofenile dimetile urea /diuron) che è un pesticida frequentemente rilevato nelle acque, e anche nell'acqua piovana (in questo caso, di supposta provenienza agricola).

  • 2-metil-thio-4-tert-butilamino-6-ciclopropilamino-s-triazine (Irgarol 1051®).
  • 2,4,5,6-tetracloroisoftalonitrile (clorothalonil).
  • 4,5 dicloro-2-n-actyl-4-isotiazolin-3-one (Seanine 211® - cathon 5287) potente fitotossico.
  • Diclorofluoro metilthiodimetil fenil sulfamide (diclofluanide).

In minima quantità o meno frequentemente è stato anche trovato :

  • 2-Tio-cianometilòthio benzotiazolo /TCMBT), fungicida molto potente e tossico.
  • 2,3,5,6-tetracloro-4-sulforonyl piridina (TCMS piridina).
  • Ditio carbamato di zinco (zineb).
  • Triossido d'arsenico, potente agente cancerogeno, molto tossico e soggetto alla Direttiva Seveso.

In sede di applicazione, le vernici antifouling emettono dei Componenti Organici Volatili C.O.V. Dei COV presenti in alcune vernici antifouling hanno effetti diretti sull'organismo umano, come il tetraidrofurano che influisce negativamente su fegato e nervi, il tricloroetilene che nuoce al cuore ed è cancerogeno, e gli eteri glicolici a catena corta che possiedono una tossicità specifica per il midollo osseo e i testicoli.

Una volta in opera e per tutta la durata del loro ciclo vitale, queste vernici producono molecole classificate secondo la loro tossicità in sostanze CMR (cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (o geneticamente tossiche ), POP (inquinanti organici persistenti), BPT (materia persistente, bioaccumulabile e tossica) e vPvB (molto persistente e molto accumulabile). Queste sostanze sono considerate perturbatrici del sistema endocrino. Persistono nell'ambiente per lunghi periodi, prima di decomporsi. Sono tossiche per l'uomo come per la flora e la fauna selvatica, e i loro effetti nocivi sono molteplici, se si trovano in concentrazioni fino a 70 000 volte superiori a quelle osservate nell'ambiente.

Nel caso della fauna, gli effetti dell'esposizione ai POP sono già abbondantemente documentati.
Si è anche accertato che queste sostanze provocano malformazioni congenite, cancri e disfunzioni a livello del sistema immunitario e dell'apparato riproduttivo. A titolo d'esempio, è stato osservato un declino nella popolazione di certe specie di mammiferi marini esposte ai POP (è principalmente il caso delle foche comuni, delle focene, dei delfino e dei beluga).

Il rame non rientra nella categoria dei POP, né dei CMR né dei BPT.

Impatto indiretto

La manutenzione e la riparazione delle imbarcazioni comportano sovente operazioni inquinanti. Fra le cause principali d'inquinamento, due sono da prendere in considerazione : il lavaggio delle imbarcazioni quando si effettua il carenaggio, e il dilavamento effettuato dall'acqua pluviale su queste zone operative.

In effetti, il lavaggio delle carene genera acque contaminate da metalli e altri biocidi, che inquinano le acque e i sedimenti del sito, se non viene effettuato alcun trattamento. Inoltre, le acque piovane che defluiscono in corrispondenza di queste zone tecniche si caricano di inquinanti diversi (frammenti di pitture, idrocarburi, oli, solventi ecc.) e sono corresponsabili dell'inquinamento ambientale del contesto.

I micro-rifiuti derivanti dai lavori di carenaggio potrebbero contribuire a certi fenomeni di distrofizzazione e di proliferazione di specie indesiderabili nelle zone a forte concentrazione di imbarcazioni. Le specie di fito- e zooplancton più sensibili ai biocidi scompaiono a vantaggio di alghe indesiderabili o tossiche (es. : dinofisis), il che potrebbe accrescere il rischio dei tossi-infezioni alimentari, soprattutto le dissenterie indotte dal consumo di molluschi bivalve inquinati da questa microalga.

Certi biocidi e altri inquinanti possono accumularsi nel biofilm che si forma sulla superficie di acque e in caso di mareggiate essere sospinti con le onde verso il litorale e l'entroterra, al punto di danneggiare o anche di distruggere le piante più fragili della zona costiera.